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Il comune di Levone appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Economia

Per molti secoli la popolazione levonese visse di agricoltura e di estrazione di pietra da calce. La calce di Levone, il cui commercio è documentato a partire dalla fine del 1300, venne utilizzata, a partire dalla fine del 1600, nei cantieri della Venaria Reale e della Mandria di Chivasso. All'epoca la Comunità di Levone aveva già riscattato la cava dai Valperga di Rivara e dai tre forni uscivano 170 tonnellate annue di prodotto finito e almeno una cinquantina erano i levonesi che si aggiudicavano i diritti di scavo e di cotta della pietra, assegnati all'incanto dalla Comunità stessa. L'enorme sfruttamento e l'invecchiamento del bacino di scavo ridussero drasticamente i ricavi, costringendo la Comunità di Levone nel 1883 a procedere alla privatizzazione della cava. Diversi titolari si alternarono alla gestione prima che Giovanni Bertot, industriale di Forno Canavese, nel 1919 acquisisse l'area, apportando diversi ammodernamenti sia nella estrazione che nella cottura della pietra. La gestione Bertot si protrasse, con alterna fortuna (dovuta anche allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale), fino al 1958, anno di chiusura definitiva della cava.

Altra attività tipica del luogo fu la modellazione e lo smercio di vasellame in terracotta: piatti, scodelle e anfore venivano cotte in piccole fornaci di famiglia (se ne contarono fino a venti in paese) per essere poi vendute o barattate con pelli di animali e stracci, nei mercati del Piemonte. Alla metà del XX secolo iniziò il processo di industrializzazione dell'economia locale, con la nascita delle prime aziende metal meccaniche, un settore che ancora oggi assorbe la maggior parte della manodopera levonese.