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Il comune di Levone appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Prodotti locali

Immaginando di sedersi al tavolo di una famiglia contadina levonese, quello che segue è un tipico menù della cucina tradizionale del passato che, salvo qualche specificità locale, poco si discosta dalla cucina canavesana in genere.

Antipasti

Salàm ‘d Turgia: salame preparato insaccando le parti più pregiate della carne di vacca con l’aggiunta di lardo o pancetta di maiale in misura non superiore al 25-30%.

Primi piatti o piatti unici

Supà Mitonà: zuppa a base di pane, cavolo e salsiccia, cotta a fuoco lento; breu’ d’aij o ‘d sàole brodo a base di aglio o cipolla.

Torta brus’cià: torta salata a base di latte, farina di grano e burro.

Torta ‘d cossàt: detta anche ciaroij forse per il suo aspetto denso, torta salata considerata "il piatto levonese per eccellenza" a base di zucca, farina di grano, farina di granoturco, latte e burro.

Faseuij e préver: fagioli e cotica, cotti nel forno a legna dentro la caratteristica anfora in terracotta chiamata localmente toféja.

Bagnët ‘d pomatiche: un sugo ottenuto amalgamando pomodori rosolati, erbe aromatiche, latte, panna e uova sbattute, con il quale si condiva la polenta classica.

Secondi Piatti

Frìt ‘d gidolà: frittata di acetosella o erba brusca.

Frìt ‘d patacieùl o galanté: frittata realizzata con una particolare varietà di tarassaco o dente di leone molto comune nei prati levonesi.

Formaggi

Tomà mòla: formaggio fresco ottenuto dal latte cagliato (quajà) scremato per dividere la panna (fior) utilizzata per fare il burro, sovente mangiato come antipasto, condito con olio e aglio (e, a piacimento, con l’aggiunta di pomodori).

Tomà d’la pugnata: formaggio ottenuto facendo asciugare la tomà mòla adagiata sulla canapa dentro una gabbia e lasciandola successivamente maturare avvolta in un panno imbevuto di acqua e aceto dentro una pignatta di terracotta

Dolci

Paste ‘d mélia: biscotti a base di farina di granoturco, burro, uova e scorza di limone.

Torcèt: tipici biscotti presenti in varie zone del Canavese e delle Valli di Lanzo, realizzati attorcigliando a forma di goccia un rotolino di pasta del pane passata nello zucchero o nel miele.

Fogàssa: focaccia dolce preparata per il giorno dell’Epifania, nel cui impasto viene inserita una fava che, secondo la tradizione locale, porterebbe cattiva sorte durante tutto l’anno al malcapitato che se la trova sotto i denti!

Vin cheut: una marmellata, da spalmare generalmente sulla polenta, ottenuta spremendo il succo degli acini dell’uva fragola fatti preventivamente bollire e addensando poi il liquido con l’aggiunta di zucchero.

Frutta

Il piatto di prugne cotte, da ricordare più per la curiosità della denominazione locale, frìnga, un termine quasi certamente onomatopeico che ricorda l’inevitabile "effetto collaterale" che colpisce chi lo consuma

Accompagnamenti

Per accompagnare i cibi, vanno segnalati il pan e la polànca ‘d trifole, qualità di pane e di polenta ottenuti aggiungendo patate bollite nell’impasto di farina, rispettivamente, di grano e di meliga.

In tempi più recenti, fino agli anni ’70 del XX secolo, la forma tipica levonese di pane prodotta dai fornai era il posson, dal peso medio di sette otto etti con il taglio effettuato su tutta la lunghezza della parte superiore dell’impasto.

Tutto questo da innaffiare con il vino rosso ottenuto dalle uve nere autoctone: un vino, data la conformazione del terreno e la temperatura del luogo, a bassa gradazione alcolica e decisamente asprigno, imbottigliato nella classica bottiglia da 750 cl, localmente detta mès stop.